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Società di studi o istituti specialistici per master

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  • Società di studi o istituti specialistici per master

    Quali società  di studi o istituti specialistici italiani offrono dei master (non necessariamente di tipo universitario) nei settori delle scienze politiche e delle relazioni internazionali? Conosco abbastanza bene l'ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali) e la SIOI (Società  Italiana di Organizzazioni Internazionali) e so dei master (specialmente di II livello) che offrono, ma mi sembra strano che ci siano solo questi due enti.

  • #2
    Per quelli universitari puoi vedere qui:
    Dossier Master 2017/2018 - Il Sole 24 Ore
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Non è tecnicamente possibile parlare di master di secondo livello se parliamo di corsi extrauniversitari.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Guarda guarda chi si rivede...

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Non è tecnicamente possibile parlare di master di secondo livello se parliamo di corsi extrauniversitari.
          Si, però alcuni istituti come l'ISPI li propongono solo per i laureati specialistici/magistrali, quindi sono master di II livello de facto, pur non potendo chiamarli in questo modo.

          MASTER IN DIPLOMACY | ISPI

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          • #6
            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
            Guarda guarda chi si rivede...
            Non me ne sono mai andato. Da quando mi sono iscritto, controllo il forum in maniera abbastanza assidua

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            • #7
              Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
              Si, però alcuni istituti come l'ISPI li propongono solo per i laureati specialistici/magistrali, quindi sono master di II livello de facto, pur non potendo chiamarli in questo modo.

              MASTER IN DIPLOMACY | ISPI
              Veramente non sono master de iure e se non lo sono de iure non lo sono nemmeno de facto, dato che l'ordinamento italiano prevede che solo lo Stato e le istituzioni da esso autorizzate possano rilasciare titoli di studio.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                Non me ne sono mai andato. Da quando mi sono iscritto, controllo il forum in maniera abbastanza assidua
                Penso che si riferisse a me.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Mi riferivo a Dottore.
                  Imbarazzante...

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Veramente non sono master de iure e se non lo sono de iure non lo sono nemmeno de facto, dato che l'ordinamento italiano prevede che solo lo Stato e le istituzioni da esso autorizzate possano rilasciare titoli di studio.
                    Ho usato la parola "master" come termine-ombrello per definire tutti quei corsi universitari i cui ordinamenti non siano sanzionati dal ministero ma dai singoli atenei e tutti quei corsi professionali post-universitari offerti da enti pubblici o associazioni private che non costituiscono titoli accademici.

                    Tutto questo perché l'Italia, scimmiottando la Gran Bretagna con l'adattamento al Bologna Process per la mobilità  studentesca europea, fece una grande confusione nel 1999, dando un nome ed un format poco funzionale a dei corsi universitari a tutti gli effetti, che sono inoltre, a quanto si dice, abbastanza fini a sé stessi. Basterebbe mettere più gradini intermedi (CertHE, DipHE, Bachelor, PGCert, PGDip, Master come in Inghilterra oppure Associate, Bachelor, PGDip, Master come negli Stati Uniti) per rendere l'università  più interfacciabile con il mercato del lavoro.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                      Ho usato la parola "master" come termine-ombrello per definire tutti quei corsi universitari i cui ordinamenti non siano sanzionati dal ministero ma dai singoli atenei e tutti quei corsi professionali post-universitari offerti da enti pubblici o associazioni private che non costituiscono titoli accademici.
                      Sì ma Dottore ti castiga comunque.
                      In questo topic ho usato il termine "dottori" per fare riferimento ai medici ed evitare una ripetizione.

                      http://www.università .com/discussio...per-legge.html

                      Castigata, cazziata e contro un muro col cappellino da somara. hahaha!

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                      • #12
                        Ahahahah
                        A seconda delle occasioni dobbiamo consigliare al dottore di usare queste faccine quando interviene:
                        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                          Ho usato la parola "master" come termine-ombrello per definire tutti quei corsi universitari i cui ordinamenti non siano sanzionati dal ministero ma dai singoli atenei e tutti quei corsi professionali post-universitari offerti da enti pubblici o associazioni private che non costituiscono titoli accademici.
                          1. Tutti i corsi di studio post-riforma, a parte i corsi delle scuole di specializzazione, sono soggetti agli ordinamenti autonomi dei singoli atenei.
                          La differenza tra le lauree e le lauree magistrali da un lato e i master universitari dall'altro è che le prime debbono rientrare in dei raggruppamenti ministeriali detti "classi", che ne determinano il valore legale, mentre i secondi no, come pure i dottorati di ricerca (che a differenza dei master universitari sono soggetti ad approvazione ministeriale, ma questo più che altro perché debbono essere finanziati).
                          I requisiti che caratterizzano le classi sono assai più blandi di quanto si possa pensare: è vero che ciascuna classe prevede una rosa di crediti vincolati, ma, a parte che non sono tantissimi (per le lauree 90 su 180, per le lauree magistrali 48 su 120), il vincolo è comunque su gruppi di settori scientifico-disciplinari, che peraltro possono essere sostituiti con quelli affini. Ne consegue che due corsi di laurea della stessa classe in atenei diversi, o anche nello stesso ateneo, possono essere differire enormemente.

                          Tutto questo perché l'Italia, scimmiottando la Gran Bretagna con l'adattamento al Bologna Process per la mobilità  studentesca europea
                          Il processo di Bologna certamente scimmiotta gli ordinamenti universitari della tradizione di lingua inglese (non solo della Gran Bretagna), ma anche della tradizione latina (ricordo nelle università  pontificie c'è sempre stato il sistema a tre cicli), ma lo scimmiottamento non è stato fatto dall'Italia, poiché il processo di Bologna è quanto venuto fuori da trattati tra 43 stati che includono l'accordo di Praga e la convenzione della Sorbona. L'Italia è stata, stranamente, l'unico stato che ha quasi immediatamente introdotto la riforma, mentre in altri stati, tra cui Spagna, Francia e Germania, o l'hanno introdotta dieci anni più tardi oppure l'hanno fatta andare in via sperimentale in parallelo con il vecchio ordinamento, mettendola a regime sempre dopo almeno una decina d'anni.
                          In Svizzera l'implementazione della riforma è dipesa dai singoli atenei e ”“ guarda caso ”“ l'unico ad averla introdotta subito (comunque un paio d'anni più tardi rispetto all'Italia) è stata l'Università  della Svizzera italiana.

                          Basterebbe mettere più gradini intermedi (CertHE, DipHE, Bachelor, PGCert, PGDip, Master come in Inghilterra oppure Associate, Bachelor, PGDip, Master come negli Stati Uniti) per rendere l'università  più interfacciabile con il mercato del lavoro.
                          In realtà  in teoria anche il Regno unito, in quanto aderente al processo di Bologna, dovrebbe avere introdotto il sistema a tre cicli con i crediti ECTS.
                          In realtà  continua a fare di testa sua, tant'è che io sono stato ammesso a un corso di dottorato (Ph.D.) senza avere la laurea magistrale. La cosa simpatica è che il dottorato non ha una durata predefinita: full time ha una durata variabile dai 3 ai 5 anni, con la promessa che però, se lo abbandono precocemente (comunque non prima della fine del quarto semestre), mi dà nno il titolo intermedio di M.Phil..
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            E come hai fatto ad ottenere il dottorato? Li hai asfissiati di chiacchiere?
                            Scherzi a parte, secondo me dovrebbero fare quadriennali per quasi tutti i corsi.
                            Esempio: scienze giuridiche e scienze psicologiche triennali non servono assolutamente a niente.
                            E non venitemi a raccontare di concorsi e sbocchi dificilissimi.

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                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              1. Tutti i corsi di studio post-riforma, a parte i corsi delle scuole di specializzazione, sono soggetti agli ordinamenti autonomi dei singoli atenei.
                              La differenza tra le lauree e le lauree magistrali da un lato e i master universitari dall'altro è che le prime debbono rientrare in dei raggruppamenti ministeriali detti "classi", che ne determinano il valore legale, mentre i secondi no, come pure i dottorati di ricerca (che a differenza dei master universitari sono soggetti ad approvazione ministeriale, ma questo più che altro perché debbono essere finanziati).
                              I requisiti che caratterizzano le classi sono assai più blandi di quanto si possa pensare: è vero che ciascuna classe prevede una rosa di crediti vincolati, ma, a parte che non sono tantissimi (per le lauree 90 su 180, per le lauree magistrali 48 su 120), il vincolo è comunque su gruppi di settori scientifico-disciplinari, che peraltro possono essere sostituiti con quelli affini. Ne consegue che due corsi di laurea della stessa classe in atenei diversi, o anche nello stesso ateneo, possono essere differire enormemente.


                              Il processo di Bologna certamente scimmiotta gli ordinamenti universitari della tradizione di lingua inglese (non solo della Gran Bretagna), ma anche della tradizione latina (ricordo nelle università  pontificie c'è sempre stato il sistema a tre cicli), ma lo scimmiottamento non è stato fatto dall'Italia, poiché il processo di Bologna è quanto venuto fuori da trattati tra 43 stati che includono l'accordo di Praga e la convenzione della Sorbona. L'Italia è stata, stranamente, l'unico stato che ha quasi immediatamente introdotto la riforma, mentre in altri stati, tra cui Spagna, Francia e Germania, o l'hanno introdotta dieci anni più tardi oppure l'hanno fatta andare in via sperimentale in parallelo con il vecchio ordinamento, mettendola a regime sempre dopo almeno una decina d'anni.
                              In Svizzera l'implementazione della riforma è dipesa dai singoli atenei e ”“ guarda caso ”“ l'unico ad averla introdotta subito (comunque un paio d'anni più tardi rispetto all'Italia) è stata l'Università  della Svizzera italiana.


                              In realtà  in teoria anche il Regno unito, in quanto aderente al processo di Bologna, dovrebbe avere introdotto il sistema a tre cicli con i crediti ECTS.
                              In realtà  continua a fare di testa sua, tant'è che io sono stato ammesso a un corso di dottorato (Ph.D.) senza avere la laurea magistrale. La cosa simpatica è che il dottorato non ha una durata predefinita: full time ha una durata variabile dai 3 ai 5 anni, con la promessa che però, se lo abbandono precocemente (comunque non prima della fine del quarto semestre), mi dà nno il titolo intermedio di M.Phil..
                              Oggi ho trovato un fratello spirituale

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